Un pranzo per i più deboli

Questa pandemia ha dato modo soprattutto nella prima ondata di riscoprire varie forme di solidarietà. Ha mostrato quelle più rituali e quelle più particolari perché innovative sotto certi aspetti.

Quel famoso slogan che dimorava su molti balconi #andràtuttobene é stato disatteso dai fatti. Probabilmente ci è servito per non demordere rimanere dai nostri balconi e dalle nostre mura più ottimisti rispetto alla realtà che ci circondava.

In questi mesi abbiamo grazie ai telegiornali e ai vari notiziari digitali e cartacei conosciuto molti modi di farsi prossimi agli altri e ascoltato alcune testimonianze interessanti. Forse questo è stato anche un aspetto piuttosto inedito. Qualcuno ricorderà quando, in una delle zone più colpite, un ristorante, seppur con le porte chiuse, si è organizzato per far trovare al personale sanitario del suo territorio ogni giorno almeno un pasto preparato in segno di riconoscenza per la sfida difficile.

È vero che ci sono molti volti noti che, forse per un po’ di visibilità in più o forse con sincera sensibilità, hanno dato il loro contributo, ma è particolarmente curioso vedere numerosi ristoranti torinesi collaborare con il Banco Alimentare.

Domenica 11 aprile 250 volontari consegneranno alle famiglie in difficoltà assistite da vari enti e strutture caritative dislocate nella città di Torino un pranzo direttamente dalla cucina di un ristorante stellato.

I numeri che si leggono dal recente comunicato stampa firmato dal Banco Alimentare sono solo una parte del Bene che questa iniziativa può fare alle persone indigenti assistite. Sono 28 i ristoranti coinvolti, in cui 10 sono di chef stellati. Le scatole saranno accompagnate da alcune altre golosità in regalo alle famiglie. Sono piccoli gesti concreti che fanno capire che la solidarietà non si deve fermare, anche se si deve stare a distanza per proteggersi.

Nei fatti tutti noi conosciamo bene quanto ogni anno il Banco Alimentare si impegna per la lotta alla povertà alimentare. Tutti ricordano sempre con particolare curiosità e soddisfazione i volontari con la casacca gialla che inscatolano i prodotti della nostra spesa all’ultimo sabato di novembre, ma la loro organizzazione durante il corso dei 365 giorni fa molto di più. Infatti il Pranzo a Mille, cuochi di speranza - così si chiama l’iniziativa - é una tradizione consolidata già da cinque anni, realizzata con modalità diverse, ma che per quest’anno si adatta al delivery per non lasciare completamente abbandonate quelle famiglie gravate dal peso della pandemia economica e sociale.

 

Alessandro Ritella