TORINO: Il disastro dei 4 anni di Appendino!

Sono passati esattamente 4 anni dall'elezione a Sindaco di Chiara Appendino, esponente del Movimento 5 Stelle che ha conquistato il capoluogo piemontese al ballottaggio dopo che al primo turno era stata "sconfitta" nettamente da Piero Fassino che però non aveva raggiunto il 50 + 1 percento dei voti che gli sarebbero valsi la poltrona di Primo Cittadino.

Eravamo tutti senza parole. Ce lo si aspettava che i torinesi avrebbero accolto l'aria di "cambiamento" che professava la candidata pentastellata durante la campagna elettorale. E, forse, tutti eravamo anche un pochino speranzosi. Avevamo visto una donna forte, che ha sempre rivendicato una certa autonomia dal Movimento 5 Stelle.

All'inizio di questo mandato la profezia di un sindaco diverso dal solito sembrava avverarsi: accogliere i Centri Sociali all'interno di Palazzo Civico, le parole contro la realizzazione del TAV, l'idea di una Torino 2.0 che pensasse al turismo e non solo più ad essere una città dedita alla FIAT.

Ma poi, andando avanti con il tempo, ci si è resi conto di quello che è stata veramente la città amministrata dai 5 Stelle.
Una valanga di opportunità perse, diversi eventi storicamente torinesi passati nelle mani di Milano o di altre realtà ( Salone dell'Auto, Salone del Libro, Jazz Festival, Cioccolatò sono solo alcuni esempi di una lunga serie ).
Per non parlare dell'argomento sicurezza. La caduta incredibile della gestione piazza San Carlo durante la finale di Champions League. 

Ma andando a fondo, oltre a questi punti che potrebbero sembrare piccole gocce, andiamo a vedere cosa davvero è riuscita a migliorare la Sindaca di Torino: diversi lavori di urbanistica che hanno solo peggiorato il traffico e la gestione della città, finte rivalutazioni di quartieri difficili di Torino dati semplicemente in mano a speculatori edilizi che, con la scusa del "rendiamo il quartiere più bello" hanno solo ed esclusivamente lucrato ristrutturando e alzando i prezzi delle case. Risultato? Sono riusciti a spostare la povertà da quel quartiere ad un'altra zona, ancora più periferica. Il cambiamento in stile francese: mancava solo che costruissimo un'altra Falchera per mettere le famiglie in difficoltà.

Per non parlare della gestione dell'Ordine Pubblico durante cortei e manifestazioni: si era partiti con l'Askatasuna a colloquio con la sindaca e si è arrivati allo sgombero dell'Asilo occupato. Si era partiti con il dialogo e si è arrivati alla città militarizzata per giorni, con agenti ovunque, manganellate in mezzo a cittadini inermi colpevoli di fare aperitivo in zona Santa Giulia.

Poi è arrivato il Covid. Il Coronavirus non ha fatto altro che peggiorare ancora di più la situazione. Ha reso noto a tutti quella che è la condizione in cui versa una delle città più importanti d'Italia: diversi senza tetto dormono per le strade del centro, abbandonati a se stessi, negozi chiusi in centro come in periferia, il centro storico sporco e mal gestito. Resistono solo, chissà ancora per quanto, i negozi dell'alta moda e del lusso. 

Insomma, la Prima Cittadina ha dato voce a quella Torino che tutti ci dovevamo aspettare, alla Torino che rappresenta: quella borghese, benestante che non si pone il problema di arrivare a fine mese o dello sfratto esecutivo che arriverà a breve. Quella che non si pone il problema di dove portare i propri figli a dormire dopo che degli agenti antisommossa ti hanno cacciato di casa. Quella che vede di buon occhio la vendita ai privati di Porta Susa perché "migliorerà l'estetica del quartiere".
Quella che non ha problemi a prendere il Freccia Rossa o lo scooter elettrico a noleggio.

Una città da amministrare non è un gioco. Non bastano i motorini o i monopattini elettrici per migliorare un capoluogo già al collasso dal punto di vista economico e sociale. Servono vere e concrete proposte ed idee per risollevare tutto. 
Nel 2016 credevo non arrivassero a fine mandato. Oggi, dopo qualche vicenda giudiziaria e qualche tentennamento, mi rendo conto che con tutta probabilità ci arriveranno. Per sfortuna.
Hanno ancora 1 anno per dimostrare la loro Torino del futuro. Spero non sia questa perché se no, chi prenderà in mano la città l'anno prossimo si troverà davvero a dover rifare tutto da capo.

Come al solito i 5 Stelle si stanno dimostrando quello che sono: degli appassionati di politica senza esperienza che non hanno la minima idea di come si amministra una città come Torino.

La gente dorme per strada ma noi pensiamo ai monopattini!

Gabriele Cannone