TORINO: i Centri Sociali al fianco dei bisognosi

Nell’ultimo articolo in cui abbiamo affrontato gli scontri dell’ultima settimana in Barriera di Milano, abbiamo deciso di lanciare una sorta di sfida ai generalizzatori della prima ora per mostrare come “il fare di tutta un’erba un fascio” sia un inutile strumento al fine di generare paura e ulteriore tensione sociale. Non l’abbiamo fatto solo per l’occasione, ma perché il nostro intento è stato chiaro da subito: essere sovrapposti al canto principale che in questo intona la solita armonia.
Altra Voce ha incontrato due realtà molto attive a Torino da tempo sui loro territori e vi riporta la loro risposta, attenta sin dai primi istanti, a questa epidemia: quella del Centro Sociale Askatasuna in zona Vanchiglia e quella del CSOA Gabrio di Borgo San Paolo. Una risposta che è riuscita, talmente la sua portata su tutta la città era sentita, a coordinarsi in una rete di solidarietà.

“Il nostro progetto Vanchiglia solidale - ci hanno detto dall’Askatasuna - è nato come un servizio gratuito dal basso per soddisfare i bisogni dei vicini e di Vanchiglia. Abbiamo affisso diverse locandine per pubblicizzare l’iniziativa, dove sono riportati i nostri numeri di telefono. La gente ci chiama e, con tutti gli accorgimenti sanitari del caso, ci attiviamo per le spese agli anziani e far sì che non siano loro a rischiare di uscire e contrarre il virus. Abbiamo attivato uno sportello di supporto psicologico grazie a dei compagni e delle compagne che abitualmente svolgono la professione di psicologo. Forse sono piccole cose, ma per noi gesti importanti in un mondo in cui l’individualismo permea ed esorcizza l’equazione vicino = mio nemico in quanto, per dirla con un detto, “siamo tutti sulla stessa barca”. Usufruendo dell’area pedonale di via Balbo - da noi ribattezzata in area solidale -, che sta dietro al centro sociale, abbiamo creato una sorta di centro di distribuzione. È un luogo pubblico dove abbiamo sistemato un carrello in cui la gente che necessita può prendere e chi può porta. Il martedì e il giovedì sono diventati appuntamenti fissi presso le panchine dell’area di via Balbo durante i quali, in collaborazione con le panetterie del borgo, distribuiamo l’invenduto del giorno, focaccia, pizza, pane. Sempre in quei giorni alle 18:30 abbiamo organizzato una sorta di Lancio pubblico, che funge da raccolta alimentare dove la gente dona quanto vuole della spesa.
Abbiamo deciso di attivare anche un’iniziativa per supportare i ragazzi in difficoltà con la didattica online. Abbiamo ricevuto molte richieste anche solo di aiuto nei compiti da ragazzi delle elementari. Questa è un’iniziativa particolare perché i sistemi e i mezzi delle famiglie sono diversi. Pare scontato, ma ci sono persone che non possiedono il computer oppure hanno più figli e un solo dispositivo.”
-Particolarmente interessante è il vostro impegno di supporto psicologico. Come è nato?
“La quarantena non è uguale per tutti. Dover stare in casa per molto tempo può dare segnali di cedimento o scoraggiare gente sola. Alcuni compagni, che abitualmente svolgono la professione di psicologi, hanno deciso di mettersi a disposizione allo scopo di esulare l’alienazione delle persone”.
-Personalmente cosa vi lascia dentro questa esperienza, questa opportunità di servizio?
“A livello personale ci lascia la stessa voglia di fare politica dal basso come militanti di uno spazio occupato, stando dentro ai contesti e cooperando fra tutti, una forma di solidarietà non in un’ottica ecumenica, ma vista come un bisogno del quartiere.”
-Vi è capitato di ricevere richieste da fuori zona?
“Essendo una realtà politica conosciuta a Torino, le richieste sono arrivate anche da fuori zona. Anche per questo si è creata una rete solidale cittadina, Impresa Solidale Torino, che raggruppa vari associazioni sportive e centri sociali, sparsi in tutti i quartieri che cooperano, in modo tale da funzionare più efficientemente.
Noi siamo qui in Vanchiglia, in Aurora c’è Manituana, in San Salvario Potere al Popolo insieme a un’associazione sportiva.”

In Borgo San Paolo, invece, a contrastare l'emergenza ci sono i ragazzi del CSOA Gabrio.
“Il centro sociale è uno spazio occupato da 25 anni. Le attività sono varie. Abbiamo un gruppo di acquisto solidale, un laboratorio di teatro, un’aula studio aperta da poco, un archivio documentaristico, un laboratorio artistico, una palestra (la Palestra Popolare Dante di Nanni), e la microclinica. Proponiamo iniziative culturali, concerti, spettacoli teatrali, presentazioni di libri e iniziative politiche. Mettiamo anche a disposizione della cittadinanza uno sportello legale. Ci siamo occupati di diritto alla casa in senso di riqualificazione e di speculazione sullo spazio urbano.
Per fronteggiare l’emergenza abbiamo dato vita a Spesa solidale: abbiamo messo a disposizione un numero di telefono al quale chi necessita può telefonare, ci ordina la spesa e noi gliela portiamo a domicilio. A questo proposito abbiamo costruito una rete dì solidarietà cittadina assieme ad altri spazi (ci sono Askatasuna, il Comitato Aurora, Manituana ed il Prince), con i quali si è realizzata un’iniziativa comune anche per dividerci il lavoro nelle varie zone. Successivamente, per soddisfare la domanda sempre maggiore, abbiamo risposto con SOS Spesa, progetto tramite il quale chi può contribuire porta, durante la settimana, la sua spesa e il sabato noi distribuiamo i pacchi ai bisognosi.
Ci occupiamo di consegnare alle persone beni di prima necessità, alimentari e prodotti per l’igiene e la pulizia della casa, assorbenti e pannolini per bambini. Prevalentemente è una colletta di tipo alimentare a cui chiunque, sia economicamente sia materialmente, può contribuire. Abbiamo un IBAN a disposizione di chi volesse donare oppure si può portare il venerdì in sede quanto si vuole lasciare per la distribuzione del sabato oppure ancora tutti i giorni siamo fuori dai supermercati della nostra zona con un carrello in cui, chi va a fare la spesa, può comprare qualcosa e lasciarlo lì. SOS Spesa è gestita da noi in collaborazione con l’Associazione Amici di via Revello, nata da alcuni militanti del nostro CSOA e alcuni residenti, che ha fornito una copertura istituzionale al progetto. Abbiamo organizzato tre distribuzioni in tre venerdì/sabato il 10-11, il 17-18 e il 24-25 aprile. Siamo intenzionati a proseguire con quest’attività.”
-Cosa vi sta lasciando umanamente e personalmente questo progetto?
“La cosa di cui ci siamo accorti è che, al netto dell’impegno, il tutto è ancora insufficiente. Quella della spesa è la prima richiesta che arriva, ma quando parli più approfonditamente con le persone, ti accorgi che non c’è solo quel problema, ma anche il pagamento degli affitti, delle utenze. Una serie di questioni sono state sollevate e la speranza è che quanto succede possa rinsaldare legami di solidarietà e comunità nel quartiere. Non è affatto scontato, però è il nostro augurio. Il progetto per noi non partiva come assistenzialismo, ma tentativo di costruire un meccanismo di solidarietà. Deve lasciare il messaggio che questo sistema è al collasso. Una crisi così mette in evidenza tutte le storture che un modello produttivo come quello che viviamo ha. La cosa interessante è che, in crisi, si può uscire con risposte rivoluzionarie e migliorative, anche se c’è il rischio che si torni peggio di prima.
La solidarietà deve essere un arma contro gli sbagli del capitalismo, che non garantisce una vita degna di essere vissuta.”

Siamo convinti che questi ragazzi siano quell’AltraVoce che risponde agli attacchi delle ultime settimane sui fatti di corso Giulio.
Chi è ancora affezionato alla narrazione secondo cui le azioni giudicano le persone e soprattutto banalizzano le sensibilità di chi ha davvero a cuore le proprie realtà e concretamente comunica alla politica una direzione di marcia si tenga il suo sentimento, ma rifletta se sia ancora il caso di proporre lo stile di campagna elettorale mood on in una situazione di passaggio a una nuova fase per tutto il sistema Italia, piegato dall’emergenza.



Alessandro Ritella