TORINO: Gli anarchici scendono in piazza!

Pochi pensavano che la polemica si sarebbe fermata domenica, molti invece avevano compreso che sarebbe proseguita ancora. Prosegue ancora se non diventiamo coscienti che bisogna smetterla di insultare i gruppi in quanto tali e guardare gli atteggiamenti sbagliati provando a giudicare dal proprio punto di vista.

Giovedì 23, a distanza di 4 giorni dai fatti di corso Giulio, intorno a mezzogiorno, tra i quartieri Aurora e Barriera di Milano gli anarchici di Macerie sono scesi in corteo e nei pressi di piazza Crispi hanno avuto uno scontro con le forze dell’ordine. A lungo il corteo si è assestato all’angolo tra corso Vercelli e via Belmonte, dove gli anarchici hanno tenuto una sorta di comizio per attirare l’attenzione dei residenti urlando “Libertà” contro le restrizioni e accusando la polizia della diffusione del virus. Concluso quel momento, sono rientrati in corso Giulio, tenuti a vista dalla Digos. Tutti sono stati fermati e sanzionati per violazione delle disposizioni dei DPCM in materia delle restrizioni sugli assembramenti, due denunciati, un giovane di 28 anni per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e un quarantaseienne unicamente per resistenza. Oltretutto, tre anarchici fermati domenica erano stati scarcerati in mattinata. A causa di questi nuovi scontri, si sono verificati disagi sulla linea 4 del pullman in entrambe le direzioni a Piazza della Repubblica.

Il compito che come testata ci siamo fissati nascendo non era quello di raccontare soltanto una cronaca o riportare dei dati che potrebbero sembrare freddi e ripetitivi, ma provare a raccogliere un’Altra Voce, quella di chi i fatti li vive sul serio e di chi da quello che vive propone una visione controtendente.

In questo caso si ribadisce che il gesto compiuto da questo gruppo non abbia bisogno di giustificazioni, però si afferma che non sia giusto strumentalizzare la questione per riportare il dibattito sulla sicurezza e sulle periferie alla paura delle persone residenti.

In questi giorni, sia a seguito della vicenda di domenica sia a poche ore da quanto avvenuto oggi, qualcuno insiste sulla narrazione che questi gruppi utilizzano questi momenti per attirare l’attenzione della gente e chiedere aiuti economici a uno Stato che non riconoscono, dal quale occupano abusivamente degli immobili.

Su questo la risposta è molto semplice. La gente oggi è rimasta in casa. Qualcuno dai balconi si è espresso manifestando il proprio sgomento. Non si può dire che gli anarchici nell’intento di catturare l’attenzione e provocare la rivolta sociale in questo caso contro le misure messe in atto e talvolta negando l’esistenza della Pandemia sono riusciti ad interpretare un’istanza comune. A chi ha giudicato le azioni anarchiche come fomentatrici di piazze si può dire che alla fine le risposte dalla popolazione che il gruppo cercava non sono state soddisfatte.

È riprovevole sentire chi generalizza mettendo sullo stesso livello i piccoli criminali organizzati e i collettivi e i centri sociali essere convinto che i soggetti scesi in piazza stamattina siano untori dell’idea di manifestare contro il governo locale e centrale. Non deve avere ancora notato della scia di generosità e anche di senso civico che in realtà sta venendo proprio da alcuni gruppi organizzati a discapito dei quali stanno generalizzando.

Altra Voce li ha ascoltati ve li racconterà perché tutti siamo dalla parte della giustizia e in questo momento anche dalla parte di chi ci governa per tornare il prima possibile alla normalità, ma di fronte ai racconti dei complotti - e questi sì che lo sono - per emarginare i gruppi più radicati nei territori non ci si deve stare.

Alessandro Ritella