TERZA PUNTATA: Nel paese delle meraviglie. I democratici

A capo dei democratici di SEiTu si era autoproclamata la sempre nuova Kate (si pronuncia ChKate). Veniva chiamata così a causa di una leggera inflessione dialettale che si ostinava a non abbandonarla nonostante i numerosi corsi ed esercizi di dizione a cui si era sottoposta. La Ch emergeva con evidenza soprattutto quando era arrabbiata, cioè quasi sempre.

Era nota e rinomata in tutto SeiTu per il suo spirito tollerante e sinceramente democratico. Per la Kate esistevano solo due colori: il Bianco e il Bianco. Se tu eri nero, verde, giallo, azzurro ma soprattutto rosso ti metteva nella lista dei nemici da “asfaltare” (con la h davanti naturalmente).

Era incline alle mediazioni, con se stessa. Aveva una leggera tendenza alla semplificazione. Il mondo era piatto, su un lato (quello buono) c’era lei e coloro che gli davano ragione (chissà poi se erano sinceri), sull'altro (quello sotto) tutti gli altri, che naturalmente “valevano zero”.

Per le sue doti di diplomazia e per la sua capacità di unire era stata scelta tra tutte le donne della corte per diventare la “première dame” dei democratici. Niente a che vedere con i più ambiti e remunerati posti di consigliere del regno ma pur tuttavia la carica era gratificante poiché le consentiva ancora di sperare nel domani. Non si sa mai che la ex Capitale (quella vera), non mettesse nuovamente in palio qualche posto per cui competere. In tal caso il titolo di première dame dei democratici di SEiTU valeva pur qualche cosa, e poi in ogni caso una maglietta con cui partecipare alla corsa primaria l’avrebbe pur trovata.

Poverina, il toscano maledetto l’aveva piantata in asso sul più bello. E dire che lei gli aveva dedicato ogni spazio libero, ogni dedizione, ogni pensiero, per decantare ogni sua gesta su face cool (un gioco molto seguito e in voga a SEiTu ma di cui non aveva ancora capito bene il funzionamento).

Mal comune, mezzo gaudio. Non era certo la sola in queste condizioni. Prima, quando conveniva erano tutti per il toscano, oggi più nessuno voleva averci a che fare e quindi anche lei, ob torto collo, aveva dovuto metterlo con i cattivi. Un nemico da combattere come gli odiati rossi.

Ma in cuor suo sperava ancora nel grande ritorno, o quanto meno che, come avveniva di questi tempi per altre meteore della politica del Bel Paese (quello vero), qualcuno si ricordasse di Lui.

Per intanto, Kate, la gentile capa politica dei democratici di SeiTu, si godeva il premio di consolazione di un posto in prima fila per il controllo della pulizia di SEiTU. 5.000 euri l’anno + 250 a seduta per stare a guardare l’immondizia che si accumulava per strada e nelle gabbie disseminate in tutto il territorio. Non era una grande immagine ma, se ci pensate, rendeva piuttosto bene.

Per curare l’immagine (anche l’occhio voleva la sua parte) aveva pensato recentemente di dedicarsi al comitato dei filantropi che, con i soldi del regno e di alcuni sudditi creduloni, avrebbe (forse) ridato fiato al profondo rosso (e non era un film di Dario Argento) delle casse della Sagrada Familia che gestiva l’asilo privato del Cuore. Ma questa è un’altra storia che merita di essere in seguito raccontata per intero.