SETTIMO: L'analisi del primo anno di Piastra

Un anno diverso. Un anno strano. Un anno insolito e, per certi versi, assurdo quello che si è appena concluso. 
Il primo anno da sindaco di Elena Piastra. Primo sindaco donna di Settimo. Il sindaco del "cambiamento" ( almeno così dicono ndr ).

A sentire la prima cittadina, "è stato un anno decisamente impegnativo. I tre mesi di covid hanno certamente stravolto questi primi 12 mesi e penso l'intero mandato. Credo che alcune azioni importanti siano cominciate, soprattutto rispetto a un rinnovato rapporto con i cittadini, ma ancora moltissimo lavoro sia da fare. Questo primo anno si è concentrato soprattutto sulle "piccole cose". Questo secondo anno che comincia dovrà vedere le prime trasformazioni di lungo periodo".

Ma andando ad analizzare bene le parole e soprattutto facendosi un giro per la città, ci si rende conto che, forse, quelle "piccole cose" citate da Piastra siano proprio le cose che ogni sindaco dovrebbe fare nel proprio territorio.
Asfaltare le strade, tagliare l'erba, sistemare le scuole, pulire i marciapiedi, rendere i parcheggi bianchi a pagamento ( a no, forse questo non era così scontato ) o chiedere 7 mila Euro a chi necessità di una casa popolare ( anche questo forse non rispecchia del tutto un atteggiamento di una giunta che si schiera nel centro-sinistra ).

In sostanza,  si è iniziato con i nastri da tagliare, si è proseguito con i 30 centimetri e si è arrivati a chiedere i soldi a chi necessità di una casa popolare. La strada per diventare come via Lagrange a Torino ( come detto dall'assessore qualche giorno fa sui social ) credo sia ancora molto lunga.

Sicuramente il Coronavirus ha bloccato tutta una serie di provvedimenti che questa Giunta avrebbe voluto mettere in piedi. 
Ma guardando le nuove idee e proposte, come ad esempio la nuova pedonalizzazione di via Italia che prenderà vita probabilmente in estate, ci si trova nuovamente davanti ad idee che fanno "tanto rumore" ma che poi di concreto hanno davvero poco.

La paura più grande è che dietro a decisioni che fanno molto parlare ( come una nuova via pedonale ), ci sia un vuoto che non si riesce a colmare. Vere novità per la città non si vedono ancora all'orizzonte, non ci sono proposte per migliorare il commercio ( infatti diverse attività, vuoi anche il Covid, hanno chiuso e non riapriranno mai più ), non ci sono nuove proposte per migliorare l'attenzione verso le famiglie svantaggiate economicamente. 

Forse ci si dovrà, dopo questa batosta chiamata Covid-19, rimettere attorno al tavolo e ricominciare da capo. Come se nulla fosse successo. Perché, per ora, la Settimo di Piastra è come la Settimo di Puppo. Si sta semplicemente seguendo il filone dei lavori e dei progetti creati anni fa, che vedono il proseguimento dell'idea di cambiamento iniziata con Ossola e proseguita con Corgiat con l'unica differenza che si sotterra il bello fatto finora e si propone un futuro senza concretezza.
Una cittadina di provincia normale che prosegue nella sua difficile vita e che cerca di crearsi un nome a livello nazionale. Nulla di diverso da prima. Per ora, il cambiamento non c'è. Se non quello politico: una giunta di centro-sinistra che si sposta sempre più verso il centro-destra.

A breve anche le parole dei rappresentanti dell'opposizione settimese a cui abbiamo chiesto di analizzare politicamente questo primo anno di mandato.

Gabriele Cannone