SETTIMO come PECHINO! "Punirne uno per educarne 100!"

"Questa lotta del punire per educare spero porti i suoi frutti!".

Così ha concluso il suo discorso, ieri 20 febbraio 2020, durante il consiglio comunale, la consigliera e capogruppo del Partito Democratico Roberta Cadoni.

Non male! Diciamo che forse ci aveva già pensato qualcuno prima di Lei a questo. Per citarne un paio, Mao Tse Tung e le Brigate Rosse!

Crediamo abbastanza preoccupante, in un Paese dove vige un sistema garantista e democratico, riportare in auge una citazione simile all'interno di una seduta ufficiale del Consiglio Comunale.

A prescindere sull'essere o meno d'accordo con ideologie politiche del passato, forse sarebbe meglio "educare" e basta piuttosto che punire per farlo.

Vista la vicinanza che questa Giunta ha con la cultura e la scuola in senso generale, probabilmente bisognerebbe pensare di più a cosa dire.

Mi piace pensare che questo "brutto" pezzo di storia settimese venga concluso con un'altra citazione discutibile ma allo stesso tempo migliore per il mondo di oggi:

"NE AMMAZZANO PIU' DIECI PENNE CHE DIECI PISTOLE"

Ecco, rivedendo la frase, potremmo dire che forse, più che punire, bisognerebbe cercare di spiegare alle persone perché non bisogna fare una cosa e che le "punizioni" in senso stretto, a vedere bene, non sono mai servite a nulla.
Qualsiasi ragazzo, bambino o adulto, quando viene obbligato con le minacce o le punizioni a fare una cosa, appena può trasgredisce la regola. Anche solo per l'adrenalina del farlo.

Quando il gatto non c'è i topi ballano. Non possiamo ingabbiarli tutti mettendo trappole in ogni angolo della città!

A meno che non si voglia diventare tutti "Kompagni!". Idea, a dirla tutta, nemmeno così malvagia!

Gabriele Cannone