POLITO: Notizie dalle elezioni studentesche.

Il 2021 è l’anno in cui a Torino entrambi i poli universitari più importanti e significativi erano

chiamati al rinnovo delle rappresentanze studentesche. Nel pazzerello marzo UniTo ha affrontato questa sfida, mentre all’inizio di questa settimana è stato il turno del Politecnico.

Le due realtà universitarie e studentesche partono da presupposti ed ha caratteristiche peculiari enormemente diverse fra di loro. Differenziano sia dal punto di vista socio-politico delle conquiste sia dal punto di vista qualitativo della didattica. Si può notare una differenza non secondaria nello stile di rappresentanza e nelle modalità elettorali.

Si considerino su tutte le caratteristiche peculiari squisitamente politiche. A UniTo c’è più marcata la presenza della politica nell’azione studentesca. Si può leggere nei dati delle ultime elezioni studentesche la tendenza degli atenei facenti capo all’Università di Torino di seguire di più le evoluzioni della politica. Già solo basta considerare la ricchezza del patrimonio delle liste e dei gruppi organizzati. L’ultima tornata elettorale mostrava di coprire tutto il quadro politico, dalle frange più estreme alle esperienze più elitarie.

Il Politecnico, dal punto di vista elettorale, mostra un altro aspetto. Si può dire anche se molto coraggiosamente che sembra ad essere una concreta realtà universitaria di stile americano. Quanto meno sotto il profilo politico studentesco. Intanto bisogna cominciare a notare le liste presenti. Queste sono da anni solo tre e rimangono, seppur con la loro indipendenza, tutte in un campo abbastanza definito. Non escono dai confini, non ci sono mai state frange estreme.

Il bottino della rappresentanza studentesca al Politecnico è sempre stato oggetto della competizione fra tre esperienze note nel contesto ampio universitario torinese. La prima, premiata ancora una volta dai risultati, é AlterPolis, facente riferimento a livello nazionale a Link e cugina di Studenti Indipendenti. La seconda trova in Obiettivo Studenti i cugini di UniTo ed è Lavori in Corso, che si riferiscono a Comunione e Liberazione. La terza che fa vedere di stare dentro un percorso di tipo organizzato, ma sostanzialmente agisce parallelamente è la Rete Universitaria Nazionale, componente studentesca dei GD.

Tra le novità che il 2021 elettorale ha presentato sicuramente l’approdo inedito di due realtà estreme e profondamente di testimonianza, il Fronte dei Giovani Comunisti a sinistra e il FUAN a destra. I risultati delle prime urne digitali nella storia del Politecnico hanno dimostrato che quell’elettorato rimane comunque posizionato verso le liste più conosciute. I dati che arrivano, se si considerano solo gli organi centrali, raccontano sostanzialmente di un influsso molto marcato dell’impegno delle rappresentanze studentesche, non solo durante l’anno di pandemia, ma pure nella prima parte del biennio 2019-2021. Infatti guardando ciascun organo, che per diversi aspetti differiscono da quelli dell’università di Torino in quanto ve ne sono due in più esclusivamente interessati alla qualità didattica, si nota come le frange estreme, laddove riescono a raccogliere consensi, sono molto esigui e probabilmente legati solo alla conoscenza dei singoli candidati.

Per quanto concerne le liste più importanti si confermano vincitori gli studenti di AlterPolis, da anni attenti e impegnati nell’ascolto delle esigenze e nella concretezza degli obiettivi da raggiungere.

Sicuramente anche dalle urne online del Politecnico l’aspetto più fondamentale da rimarcare è l’affluenza, che, rispetto a due anni fa, é raddoppiata. Anche in questo caso bisogna dare merito alla digitalizzazione delle operazioni di voto che ha aiutato la partecipazione. Negli anni passati si ricordano lunghe code per esprimere i propri rappresentanti degli organi studenteschi centrali e periferici. Come nel caso degli atenei UniTo, anche per l’ateneo di corso Duca le elezioni sono state una risposta chiara all’efficienza e alla combattività dei gruppi organizzati.

I dati di analisi si sono dimostrati come un’evidenza concreta al gruppo dei rappresentanti da sempre in prima linea. Come già detto, la storia del Politecnico di Torino ha molte differenze con quella dell’Università di Torino. Sono due esperienze che si conoscono attentamente, ma che forse fanno fatica a comprendersi. Sotto molti punti di vista sono vissute dai loro stessi utenti come due mondi diversi e con caratteristiche difficilmente concepibili se non si è dentro. Oggi però l’obiettivo è più largo e si colloca con determinazione nella storia sociopolitica torinese. Basti pensare alla recente nomina della città di Torino come città ospite delle Universiadi. Ci sono sfide alle quali serve una risposta decisa, soprattutto dopo questa fase emergenziale, che ha mostrato luci e ombre non solo nella città ma anche nella formazione e nella ricerca. Per Torino il Politecnico é una realtà solida e affermata, ancora potente come polmone sociale, da cui può partire un progetto importante per superare la fase post-pandemica.


Alessandro Ritella