PIEMONTE: Il consiglio regionale batta un colpo sulla sanità, non sui simboli

Durante la scorsa settimana dal Comsiglio Regionale del Piemonte è arrivata una chicca non indifferente. In una diretta della seduta il consigliere regionale di Liberi Uguali Verdi Marco Grimaldi é stato ammonito dal presidente Stefano Allasia. Il motivo? Alle spalle del consigliere Grimaldi vi erano i ritratti di Enrico Berlinguer, Sandro Pertini e Lenin. Secondo il presidente del parlamentino di Palazzo Lascaris non è ammesso che, durante le sedute online del consiglio, si espongano simboli politici.

Si premette che questo non sia un tema prioritario nell’agenda politica, ma l’episodio propone uno spunto di riflessione che parte da lontano.

Innanzitutto se un consigliere regionale non può portare con sé un simbolo storico e tradizionale della propria forza politica e allora come fa a essere rappresentativo della propria forza?! Effettivamente i consiglieri regionali, comunali e i parlamentari della Lega sulla giacca hanno la spilletta del celebre condottiero Adalberto da Giussano, dunque anche quello sarebbe un simbolo politico che non si potrebbe ammettere. Al netto di questo, non si nega che il tempo straordinario in cui siamo costretti a doverci riunire tramite piattaforme virtuali costringe decisamente a riaggiornare un certo codice di atteggiamento, però bisogna considerare che da sempre gli eletti a un’istituzione assembleare hanno sentito il bisogno di identificarsi precisamente con un simbolo. Sostanzialmente questo è un dato che dimostra l’appartenenza ad una forza politica e la volontà di rappresentare la propria parte con la propria persona.

Forse c’è l’idea che, esprimendo con i propri muri di casa la propria appartenenza, ci sia la volontà di sottomettere l’istituzione alla propria parte. In realtà non c’è nulla di più sbagliato perché è proprio con un distintivo più o meno velato che si rappresenta qualcosa e qualcuno.

Con questa ammonizione il presidente del consiglio regionale piemontese Allasia accolto l’occasione anche per richiamare tutto il consiglio a ricordarsi di rispettare la decorosità anche negli abiti. Certamente è dovere di ciascun consigliere badare attentamente a come si presenta per svolgere il suo lavoro istituzionale durante le sedute consiliari, ma probabilmente è pure vero che in questa regione sarebbe più necessario badare attentamente al lavoro nel fronteggiare l’emergenza sanitaria che raccomandare il codice del comportamento.

Su questi temi c’è molto lavoro da fare e la maggioranza di centro-destra dovrebbe sapere che la pandemia non è ancora finita e che soprattutto la sindemia è dietro l’angolo.

Allora le regole sono abbastanza chiacchiera e le chiacchiere stanno a zero. Perciò questa regione sia intraprendente nel fare attenzione ai casi critici di questo periodo difficile, primi su tutti le RSA e le cronicità, purtroppo lasciate indietro e meno ai titoli. In questi casi abbastanza ilari.

 

Alessandro Ritella