MEMORIA: Una lezione di vita

Mnemosine e Clio

Memoria e Storia per preservare il vero 

            La scelta compiuta dalla sezione ANPI Guerrino Nicoli di Settimo Torinese, in collaborazione con Fondazione ECM, per ricordare la data del 27 gennaio non può che trovarci solidamente concordi. È stata trasmessa sui canali social attraverso la pagina di Biblioteca Archimede, una videoconferenza tenuta dal Presidente dell'ANPI, Silvio Bertotto, dal titolo Cattive Memorie, itinerario nella storia dell'antisemitismo

            Una conferenza di storia per sanare molti e deprecabili abusi, come li chiama lo stesso Bertotto, che rischiano di mortificare e annientare la “vera” memoria, a oltre 70 anni dagli eventi, della portata di quello che è stato la shoah. Gli abusi a cui fa riferimento sono fenomeni pericolosi e che rischiano di intrecciarsi tra loro e avvilupparsi per creare una cortina obnubilante che potremmo declinare come opera di Lete

            Il richiamo alla mitologia greca ci aiuta a spiegare l'operazione coraggiosa e semplice, compiuta in questo 2021, anno pandemico, dall'ANPI. Gea (Terra) e Urano (Cielo siderale), sono le divinità primordiali da cui sono nati i Titani, tra cui Crono, padre di Zeus, e Mnemosine, la dea della Memoria. Mnemosine generò insieme a Zeus le nove Muse protettrici delle Arti, tra esse troviamo Clio, colei che rende celebri, la musa protettrice della Storia, e questo non dovrebbe sorprenderci, se consideriamo che è figlia della Memoria. L'albero genealogico delle divinità greche ha molte e molte ramificazioni, non ci stupisce che Mnemosine avesse una sorella gemella, Lete, dea dell'Oblio. La drammatica constatazione da cui parte Bertotto e che i testimoni sopravvisuti all'Olocausto in gran parte non sono più tra noi, e la giornata della memoria, che ricorda il 27 gennaio del 1945 quando l'Armata Rossa arrivo ad Auschwitz e scoprì l'abominio dei campi di sterminio e lo testimonio al mondo intero, rischia di diventare una giornata commemorativa, celebrativa, svuotata di linfa vitale, consegnata alla retorica. Per ritornare agli “abusi” menzionati dallo storico, perpetrati intorno alla data della memoria, intesa come contenitore organizzato di concetti, significati, etica e civiltà, egli enumera: la negazione e il fenomeno del negazionismo; la banalizzazione in formati narrativi stereotipati e un po' buoni per tutte le stagioni; la sacralizzazione operata da chi rivendica il monopolio dell'interpretazione dell'evento, e si adopera per detenere il potere di costruirne la narrazione nei modi e nei toni che ritiene corretti, e su questo punto è fermo Bertotto nel dichiarare che “la memoria non può essere appaltata”, la memoria collettiva, mi sento di completare io, men che meno. 

            Per contrastare questi fenomeni, a vario titolo pericolosi, ci viene in aiuto Clio, la Storia. Bertotto: “Far diventare queste occasioni, occasioni di studio, restituirle alla storia che sicuramente, per sua intrinseca natura, non nega, non banalizza e non sacralizza”. Nei 63 minuti dell'excursus storico presentati nella videoconferenza ripercorriamo le origini dell'antisemitismo su tracce storiche che partono dal 38 d.C. ad arrivano alla conferenza di Wansee del 1942, dove si pianificò la “soluzione finale”, passando per Tacito e financhè Voltaire. Consiglio per tutti: assolutamente da ascoltare. 

            Mnemosine e Lete, la memoria e l'oblio, complementari e necessari a renderci capaci, e in parte responsabili, di quanto ritenere in memoria, e attraverso questo processo dare indicazione del grado di civiltà di una società. L'impegno civile che ci possiamo assumere è ostacolare il processo di perdita di dati, informazioni, persone e oggetti, senza che prima siano intervenuti processi di riflessione, elaborazione e costruzione di senso. Ostacoliamo Lete, oblio che favorisce il procedere irriflessivo, superficiale e omologato, verso una progressiva dis-umanizzazione. Se volessimo provare ad addentrarci in una riflessione rispetto a cosa rende gli umani differenti dagli altri essere viventi, potremmo con convinzione asserire che rende umani (anche) la capacità di possedere il passato per costruire il futuro, e si possiede il passato quando lo si può ricostruire con la memoria.

 

Patrizia Camedda