LA STORIA: Essere "mamma" al tempo del Covid-19

La pandemia da covid19 non reca con sé solo un correlato di nuove regole, restrizioni, problematiche e fragilità di natura sanitaria, economica e sociale. L'emergenza in cui siamo immersi infatti porta sé piccoli e grandi disagi di natura psicologica, piccoli e grandi disturbi di natura psicopatologica. La mia attenzione di questi giorni vuole soffermarsi su piccole vicende umane, questioni individuali e attinenti all'intimità: delle nostre case, delle case dei nostri vicini, della vita di amici e conoscenti. Questa è la storia di Alice e di Viola, ed ovviamente i nomi sono di fantasia per proteggere la privacy delle persone coinvolte. Alice è infermiera da molti anni in un ospedale torinese, Viola è addetta alle pulizie in una Rsa. Queste due donne hanno molto in comune, lavorano in un ambito che viene definito di cura e da fine febbraio quando si comincia a prospettare lo scenario oscuro che porterà alle zone rosse, all'isolamento e alle restrizioni, comprendono, forse prima di molti altri, la responsabilità che il loro lavoro, mai remunerato abbastanza, mai adeguatamente riconosciuto e valorizzato comporta. Il loro lavoro le mette di per sé in una condizione di maggior rischio, rischio per sé e rischio per gli altri. E per citare nuovamente il mio amico Spiderman, così come in un precedente articolo: “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” in questo caso possiamo dire “da grandi responsabilità ne discendono anche grandi dolori”. Alice e Viola hanno anche in comune il fatto di essere mamme. Così Alice, che ha il marito nelle forze dell'ordine e Viola, mamma single, decidono di isolarsi dai propri figli affidandoli ai nonni per non esporli al rischio di contagio che per loro è sicuramente molto più alto rispetto ad altre categorie di lavoratori. Non vedono e non abbracciano i loro figli da quasi due mesi, il figlio più grande di Alice ha festeggiato in questi giorni il compleanno, il primo della sua vita senza la sua mamma accanto. La bimba di Viola chiude le videochiamate di ogni sera per la buonanotte piangendo. Alice e Viola sotto la mascherina sanno ancora sorridere. Arriverà un tempo in cui potremo risollevarci tutti e arriverà il tempo di ricordarci di prenderci cura di chi si è preso cura resistendo, assumendo su di sè responsabilità e una buona quota di dolore.


Patrizia Camedda, psicologa