JOB TIPS: Il turismo di prossimità salverà l’estate 2020

Valigia piena, biglietti in mano e quell’adrenalina che anticipa una fuga di qualche giorno. L’attesa del check-in in aeroporto, le corse per prendere il treno al binario più distante e le soste in autogrill per assaporare un panino Camogli. Solo fino a poco più di un mese fa qualsiasi viaggio senza comprovate necessità è stato vietato, causa Covid-19. E tutte queste sensazioni le abbiamo custodite in un angolo del nostro essere, pronti a ripescarle non appena concesse nuovamente la possibilità di spostamento. Ma cosa abbiamo trovato nel momento in cui abbiamo riaperto le porte di casa e abbiamo ripreso a viaggiare?

La limitazione necessaria delle nostre libertà di circolazione ha fatto sì che l’intero settore del turismo vedesse i suoi flussi rasentare lo zero. Pensiamo agli hotel, ai lavoratori stagionali, ai trasporti e alle attività che ne caratterizzano il contesto, in una surreale staticità a causa della pandemia. Proprio l’Italia, che vive il turismo come linfa vitale del suo organismo. Come possiamo immaginare, il nostro Paese si posiziona al primo posto in Europa per numero di esercizi ricettivi sul panorama Ue, grazie ad un ingente numero di strutture alberghiere e di altra natura, quali AirBnb e campeggi, ristoranti, siti culturali e tanto altro. Eppure, è proprio durante l’emergenza sanitaria che la nostra punta di diamante è stata colpita da una crisi profonda: secondo l'Enit (Agenzia Nazionale Italiana del Turismo) si tornerà ai valori precedenti all’emergenza solo nel 2023. Per questo anno, il settore turistico italiano, che costituisce il 13% del Pil, si prevede che perderà profitti pari a oltre 20 miliardi di euro, per quanto riguarda gli arrivi dall’estero, che si sommano ai 46 miliardi persi del turismo interno. Le cause di questo tracollo, secondo Demoskopika, si individuano facilmente in un taglio del 40% ai flussi turistici provenienti dalla Cina e del 10% a quelli di altri Paesi, come UK, Germania, USA etc., considerando anche la spesa turistica media, calcolata dalla Banca d’Italia nel 2018. A livello territoriale sono quattro le regioni che accuserebbero maggiormente gli effetti del Coronavirus, quali Veneto, Toscana, Lazio e Lombardia. Immaginate il microsistema che si crea attorno ad un soggiorno fuoriporta, caratterizzato da servizi di pernottamento e di ristorazione, da siti balneari, culturali e ludici. Il comune denominatore? Imprenditori e lavoratori stagionali, che ogni anno assicurano la propria attività, arricchendo il valore della vacanza che si trascorre. Il Governo è inizialmente intervenuto per garantire un sussidio ai liberi professionisti, per tentare di fronteggiare la crisi economica imminente, ma solo a metà luglio ha iniziato a riconoscere la tutela dei diritti degli innumerevoli lavoratori stagionali del turismo. Si tratta di una indennità una tantum di 600 euro di cui beneficiano i lavoratori dipendenti stagionali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020 (data di entrata in vigore del decreto-legge n. 18) e non risultano titolari di pensione o di un rapporto di lavoro dipendente alla medesima data. Sappiamo che è una misura ancora contenuta, ma questo provvedimento costituisce un importante segnale di attenzione verso destinatari che solitamente non vengono nemmeno tutelati, rispetto ad altre categorie lavorative.

Ma ora cambiamo prospettiva. Se analizziamo la domanda, quindi i potenziali viaggiatori, notiamo che essi vivono ancora insicurezze circa la libertà di viaggio. Comprensibile. Infatti, è emerso sondaggio The Fool /GlobalWebIndex che il 66% dei o delle rispondenti viaggerà nel momento in cui si sentirà meno minacciato dall’incombenza del Covid, mentre altri non appena sarà possibile. Tra i fattori che influenzano la decisione di viaggio spicca la sicurezza delle misure di prevenzione nelle mete estive, come siti di interesse e spiagge, e in punti di interscambio, come stazioni, aeroporti. D’altra parte, la crisi economica dettata dal Covid, che ha portato gli Italiani a ridimensionare il proprio budget dedicato alle meritate e classiche vacanze estive, rappresenta una catena che tiene legate molte persone all’impossibilità di partire. Tuttavia, anche se tra incertezze e compromessi, chi ha potuto ha ripreso ad esplorare, a scoprire e a vivere il nostro Paese, facendo crescere gli spostamenti soprattutto da giugno in avanti. A conferma di ciò si aggiunge un’indagine condotta da Isnart Unioncamere su un campione rappresentativo di concittadini intervistati, secondo cui dei 24 milioni di persone che si muoveranno, l’86% rimarrà in Italia. Tale tendenza può scaturire da innumerevoli fattori: basta pensare all’intenzione di supportare i business locali e di valorizzare le ricchezze del proprio territorio; la mancanza di lunghi periodi di ferie; per poi immaginare di non volersi allontanare dalla nostra penisola per non rischiare di rimanere bloccati in Paesi stranieri, se dovessero scattare nuovi lockdown. La sponsorizzazione esercitata dalle istituzioni in merito al cosiddetto ‘turismo di prossimità’ ha generato almeno in parte i risultati sperati, anche se senza turismo straniero i numeri degli anni scorsi restano irraggiungibili. Non esiste una definizione univoca di turismo di prossimità ma sappiamo che predilige un’etica sostenibile, è volto a favorire la scoperta luoghi poco affollati, che avvicinano il turista a tradizioni e costumi locali, senza allontanarsi troppo dal proprio domicilio. È tale caratteristica che permette di raggiungere la destinazione con mezzi di trasporto alternativi, moto, treno, e, perché no, i propri piedi, con effetti positivi sul benessere psicofisico, sui costi e consumi in generale. Questi vantaggi sono stati colti da molti italiani che durante questa estate 2020 favoriscono, quindi, viaggi e soggiorni brevi, verso località balneari o di montagna, ma anche quelle più insolite, come siti termali e collinari. E dato che siamo in una nuova fase di esplorazione, perché non scoprire i borghi, agriturismi o percorsi naturali? Questi piccoli gioielli, spesso dimenticati, sono una soluzione ideale per sfuggire al sovraffollamento di spiagge e località più gettonate. È in questo modo che il turismo di prossimità si evolve e si unisce anche al turismo sostenibile o lento, permettendoci di godere delle ricchezze nostrane.

La valorizzazione del nostro Paese può rappresentare una importante risorsa strategica per il rilancio economico e occupazionale dopo la crisi causata dall’emergenza sanitaria. Questa rappresenta solo una delle innumerevoli consapevolezze che hanno guidato il Governo alla definizione della tax credit vacanze, pari a 50 milioni di euro per risollevare il turismo, e alla disposizione di altri 30 milioni per la promozione del brand Italia. A questi si aggiungono i fondi dedicati ai luoghi della cultura, i crediti d’imposta per il cinema e gli anticipi per il mondo dello spettacolo. Il tutto per rendere indimenticabili (e soprattutto fattibili) le vacanze nel nostro Bel Paese, favorendo l’acquisto ristrutturazione e valorizzazione di immobili destinati ad attività turistico-ricettive. Allo stesso modo, è stato ideato anche un aiuto per tutti coloro che intendono viaggiare quest’anno, ovviamente entro i confini territoriali, con la tax credit vacanze, o meglio conosciuto come ‘Bonus Vacanze’. Si tratta di una misura a favore dei turisti, che ammonta ad un massimo di 500 euro da utilizzare per soggiorni in hotel, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast in Italia (n.b.: non può essere utilizzato su piattaforme online come Airbnb o Booking). Può essere richiesto e speso dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 attraverso l'app ‘Io Italia’, che indica il differente importo a seconda del vostro status (single, coppie o famiglie). Come posso immaginare, non tutti si considereranno soddisfatti da questo incentivo, ma è sicuramente un importante tentativo di sostegno dello Stato a favore di cittadini e di operatori turistici.

Ci hanno insegnato il distanziamento sociale, ci siamo confinati alle nostre quattro mura domestiche, facendo vacillare il nostro equilibrio mentale. Ma è proprio ora, quando abbiamo aperto le porte, che ci accorgiamo della bellezza intorno a noi. È questo il momento di riscoprire l’Italia, spesso dimenticata o tenuta come seconda scelta. Eppure è sempre stata lì, piena di contraddizioni e di bellezze mozzafiato. Abbiamo imparato a non dare per scontato più nulla, anche la libertà di accendere l’auto e raggiungere il posto che desideriamo. O semplicemente vagare senza una meta, perché è così che nascono i viaggi migliori. 

Zaino in spalla, si parte!

Roberta Esposito