ITALIA: La strada per la speranza!

“É un ponte che fa bene il suo mestiere, unisce due vallate ma è un ponte urbano, tra poco qui nascerà un parco. Non è un ponte che attraversa una vallata selvaggia ma una città, ed è anche figlio di una tragedia. Quando il sole scende un po’ comincia ad accarezzare questo che non è un viadotto, è la chiglia di una nave. C’è anche un gioco di vento e di luce. Questo ponte è sempre stato l’arrivo a Genova e in Liguria, arrivando da Milano si scopriva il mare, la luce, il Mediterraneo: è il benvenuto nella città. Tutto questo fa sì che questo ponte sia genovese”.

Con queste parole Renzo Piano, notissimo architetto riconosciuto a livello internazionale, incaricato dei lavori del nuovo ponte di Genova a seguito del crollo del ponte Morandi di due anni fa, ha descritto un’opera che per lui è il più bel cantiere della sua vita.

Si può comprendere da dove vengano le parole di Piano. Si può comprendere che le sue sono espressione di un sentimento che ora non è più solo un timbro dei genovesi, da due anni segnati da quella tragedia. Quello che è stato espresso è una sorta di appello alla voglia di rinascita. C’è bisogno di strutture efficienti, di opere buone per lo sviluppo, ma serve pure la grinta e talvolta l’ottimismo, che spesso rischia di mancare, anche se le ragioni sono comprensibili, per rinascere.

Lunedì sera era eccezionale e straordinario quanto si è presentato agli occhi del mondo: il ponte illuminato con la bandiera italiana e l’arcobaleno che stava attraversando tanti luoghi a causa della mescolanza tra sole e pioggia. Forse, anzi quasi sicuramente, è stata una casualità data dal destino, ma spesso c’è bisogno anche di immagini come queste per motivare l’animo nella quotidianità di ciascuno e per dare speranza e forza a un popolo colpito da una calamità, da un danno ingente, che in questo momento è qualcosa di più. Dietro a quell’opera e al periodo in cui nasce c’è un significato profondo. Questo ponte, che magari non è il miglior prodotto simbolo dell’innovazione e della modernità, oggi per l’Italia rappresenta un qualcosa di decisamente più autentico. È un segno della ricostruzione, intesa come rialzarsi in piedi da un tempo che ha duramente messo alla prova tutta la realtà esistente. E' segno di rinascita e di una rinascita da macerie umane molto tristi, ma di cui non si dimentica.


Alessandro Ritella