ITALIA: Governo denunciato

In questi ultimi giorni la magistratura è tornata alla ribalta. Non mi permetterei mai di utilizzare parole di questo tipo in senso colpevolistico, ma piuttosto con un certo dispiacere perché si è arrivati alla totale mancanza di fiducia addirittura nel sistema giudiziario e in chi ne detiene il potere.

Nei mesi scorsi si erano già sentite da varie parti denunce nei confronti del governo per la gestione della pandemia.

Qualcuno lamenta di avere adottato misure restrittive, qualcun altro di non aver adottato misure sufficienti o di averle adottate troppo tardi, qualcun altro ancora è arrivato all’accusa di avere tenuto comportamenti criminali.

Infatti in questa settimana il presidente del consiglio Conte e i ministri Bonafede, Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza hanno ricevuto un avviso di garanzia, dopo le denunce convogliate nei mesi scorsi da varie parti d’Italia. La Procura di Roma ha aperto un procedimento e, dopo aver valutato le relative denunce, le ha giudicate infondate e dunque da archiviare.

In ogni situazione, la magistratura deve essere rispettata e le indagini meritano il loro tempo per una valutazione oggettiva e seria.

Gli avvisi di garanzia recapitati ai sette componenti del governo di cui sopra sono un atto prevedibile perché da più parti erano denunciate e poi perché la bomba mediatica in questo periodo doveva capitare. Si intende dire che, vivendo nell’epoca della comunicatività assoluta e nella conseguente banalizzazione dei contenuti, a un caso scottante di una parte si deve arrivare a innestare l’ordigno dall’altra.

La notizia, a sentirla, fa già abbastanza scalpore perché riguarda l’esecutivo del paese, ma non dovrebbe implicare l’apertura di un processo penale a carico di chi si è assunto una responsabilità forse più grande di sé nel gestire la pandemia.

Ci siamo trovati a gestire un evento così tragico e così asimmetrico senza un manuale, costretti ad agire in scienza e coscienza per salvare quante più vite umane possibili.” ha scritto Giuseppe Conte sui suoi profili social.

Da più parti, non solo a livello internazionale, si sta riconoscendo al nostro governo e particolarmente al Ministro Roberto Speranza il merito di aver gestito la difficile fase con visione e tempestività, tenendo a bada le bizzarre pulsioni di un’opposizione tra le più incoscienti che l’Italia Repubblicana potesse aver mai conosciuto. Non si è vista in nessuna parte del mondo la minoranza parlamentare fare ostruzionismo o pontificare o irridere l’operato di un governo dentro all’evidente difficoltà. Come se questo facesse bene anche da un punto di vista statistico e sondaggistico.

Un aspetto sicuro é che, se ci sono delle responsabilità anche molto grosse sul piano nazionale, a livello locale l’intensità di queste non è certo meno tentennante. Si pensi alle responsabilità in Lombardia di giunte convinte dall’idea di privatizzazione della sanità e ancora profondamente schierate su quel fronte. Si valutino anche attentamente i casi dei tanti comuni con sindaci particolarmente stoici o grandiosi da fare muso lungo e mettere la corazza di ferro contro il proprio governo, che, probabilmente, per evitare determinate situazioni, avrebbe potuto essere più convinto nel concentrare l’attenzione.

Si sa che Salvini é interessato ad agitare il malcontento, piuttosto che a risolvere i problemi, ma un’ammenda nel merito si può fare. Nei decenni scorsi - vero che si viveva un’epoca completamente diversa in cui i partiti erano altre entità - davanti a tragedie incalcolabili, il PCI, principale partito dell’opposizione, sapeva mettere da parte le divergenze contro la maggioranza e, in spirito di collaborazione e rimanendo dalla parte delle persone, collaborava per sistemare la situazione difficile.

Oggi forse il leader dell’opposizione sarà più sollevato nello scoprire che la storia che per più di due decenni Berlusconi prima e lui ora hanno raccontato si è smontata e che i giudici non sono poi così rossi come li amano disegnare.

Da questo però si ricava un altro dato politico.

Della situazione in cui il governo non sarebbe stato e non sarebbe in grado di affrontare e vincere la sfida e magari la schizofrenia dell’aprire e chiudere sarebbe stata a gestire la situazione, beneficia chi da quella parte fa politica anche se in maniera contestabile, cioè Giorgia Meloni.

Deve preoccupare più che la cattiveria di chi controlla e amministra il potere giudiziario la deriva pericolosa a cui si potrebbe arrivare, quella in cui è la destra sociale, quella regressiva e che morde contro l’Europa ad alimentare l’autunno caldo che ci aspetta.

Alessandro Ritella

17 ago 2020