GRUGLIASCO - Premiato da Mattarella il giovane che aiuta chi ha bisogno!

La scorsa settimana il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica a 57 cittadini che, durante l’emergenza sanitaria, si sono distinti nel servizio alla comunità.

Uno dei soggetti premiati viene dalla vicinissima Grugliasco ed è parte del Progetto Giovani, che per tutto il periodo di quarantena ha assistito le persone più bisognose, portando loro cibo e prodotti di prima necessità.
In rappresentanza del gruppo, è stato premiato Daniele La Spina e AltraVoce ha deciso di conoscerlo e portare la sua storia alla Vostra attenzione.
Questo è quello che ci ha raccontato:

-Daniele, di cosa ti occupi nella vita?

Ho 26 anni. Sono uno studente universitario di Scienze della Comunicazione, telecronista sportivo ed educatore per un progetto di accoglienza di migranti a Grugliasco, la mia città. Occupo il mio tempo libero facendo volontariato. In questo momento mi sono impegnato in questo versante per l’emergenza Covid con un progetto nato appositamente.

-Ci racconti un po’ del progetto che ti ha portato all’importante riconoscimento ricevuto?

Questa iniziativa è nata dall’unione delle forze del progetto giovani Grugliasco, che da anni sul territorio convoglia le energie dei più giovani, e dalla Protezione Civile.
Nella prima settimana si è organizzato tutto, pubblicizzando l’iniziativa. Dalla seconda settimana chi era a disposizione veniva chiamato per gli ordini, come fare la spesa, comprare i farmaci e ritirarli in farmacia.

-Qual è l’aspetto, a tuo avviso, più toccante di tutta questa situazione?

La cosa più bella è che il riconoscimento di mercoledì è stato conferito al gruppo, che racchiude persone con esperienze molto diverse tra di loro. Chi, come me, già era inserito nel volontariato sociale, chi proveniva da associazioni cattoliche o laiche o impegnate sul territorio in altre forme, chi da una mano con la Protezione Civile e chi spontaneamente si è proposto: tutti insieme come gruppo eterogeneo in una sinergia solidale.

-Umanamente tutta questa grande vicenda storica che stiamo vivendo che cosa lascia?

Sicuramente tutti, anche io, siamo stati inizialmente impauriti e questo periodo lascia sicuramente, anche se siamo lontani dalle iniziali fasi drammatiche, un senso forte di inquietudine. Se vivremo bene questa fase 2, evitando di dare luogo a un ritorno del contagio, sarà un rinnamorarsi dei nostri spazi sia dal punto di vista fisico che sociale, sperando che ciò che abbiamo vissuto magari avvicini a questo mondo altre persone ancora.

-Quella di mercoledì è stata una giornata particolarmente ricca di emozioni; secondo te che messaggio ha voluto lasciare il Presidente della Repubblica?

Credo che il messaggio forte sia quello che, a fronte della forte sensazione di solitudine di questi tempi, è importante ricordarsi che in una società vera non si è mai soli.
Nel nostro tempo i riconoscimenti istituzionali, a volte, non sono compresi o addirittura non si ritengono così importanti. In realtà sono simbolo di impegno costante, sono un momento bello in cui si segnala da una parte la forza del nostro popolo, il suo impegno, la sua costanza e dall’altra motivano e incoraggiano ciascuno a livello personale perché in coloro che li ricevono si crea una rappresentanza di valori che contraddistinguono il nostro popolo.


Una storia che ci riporta ad un discorso che avevamo già fatto in precedenza. Questa pandemia ci ha permesso di tornare un pochino più umani di quanto pensavamo di essere.
Le piccole realtà come questa sono la dimostrazione che ci sono un sacco di giovani che si impegnano nel sociale e che mettono in campo le loro energie per aiutare gli altri.

Grazie Daniele per il tuo impegno e complimenti per il premio!

Alessandro Ritella