EMERGENZA: Le scuole non riaprono?

Stando a quanto si sa fino ad ora, le scuole del nostro territorio, e di tutta Italia, dovrebbero riaprire lunedì 6 aprile.

Ma da quanto si apprende da voci interne, potrebbe non essere così.
Non siamo ancora arrivati, infatti, come dicono virologi e medici specialisti, al picco massimo dei contagi in Piemonte e nel resto del Paese e, da quanto ha dichiarato la Ministro dell'Istruzione Azzolina, "i ragazzi torneranno in aula solo quando avremo la sicurezza che non ci saranno rischi per la loro salute".

Stando a queste parole, dunque, e alle stime dei virologi che vedono il picco della pandemia ancora lontano, è probabile che il rientro a scuola di bambini e ragazzi sia ancora lontano.
Secondo voci interne alla scuola, si parlerebbe già di un rientro ipotetico per i primi giorni di maggio ma nulla è ancora certo. E' possibile, addirittura, che l'anno scolastico finisca così. Senza un rientro fino a settembre.

Quello che è sicuro è che i ragazzi molto probabilmente non raggiungeranno il minimo dei giorni che renderebbero valido l'anno scolastico ( 200 giorni ndr. ).
Il ministro, in ogni caso, ha rassicurato le famiglie e gli studenti che verranno prese delle misure per rendere valido l'anno per tutti. A prescindere dai giorni, dalle ore di scuola lavoro, etc.

C'è da dire che, dopo un primo periodo di incertezze e di insicurezze da parte di tutti, gli insegnanti si sono messi all'opera per garantire il proseguimento del programma attraverso una metodologia alternativa.
Molti docenti si stanno adoperando a proseguire il loro programma didattico tramite lezioni in videoconferenza e questo, in parte, è un bene.

Quello che rimane incerto è la possibilità che questa didattica sia accessibile a tutti. L'istruzione, per sua natura, deve rimanere garantita e accessibile a tutti i cittadini. Almeno fino alla scuola dell'obbligo. Con l'inserimento, però, delle lezioni online c'è il rischio di rendere il tutto élitario.
Non tutti possiedono strumentazioni per accedere a queste piattaforme. Tablet, smartphone di ultima generazione o computer sembrano oggetti che oramai possediamo tutti ma non è così.
Ci sono ancora moltissime famiglie che non possono permettersi nemmeno di pagare i libri per i loro figli, figuriamoci un tablet o un computer.

A loro, chi ci pensa?

In conclusione: con la speranza che nessuno venga lasciato indietro e che questa situazione finisca il più in fretta possibile, ci auguriamo che tutti faranno la loro parte e che i ragazzi potranno tornare tra i banchi il più presto possibile.

Gabriele Cannone