EDITORIALE: Giornata in ricordo delle vittime innocenti

Oggi inizia la Primavera. Il cielo pazzerello di marzo ci stupisce ogni giorno, ma il 21 marzo non è solo un fatto meteorologico o di stagione. Ci sono due ricorrenze abbastanza significative, ma che si collegano tra di loro. Una è la giornata contro il razzismo, il cui obiettivo principale è mettere luce a tutti dell’importanza dell’essere solidali e non discriminare chi viene da lontano. Tra questa ricorrenza e l’altra che distinguono la giornata di oggi c’è sicuramente il filo rosso della lotta contro lo sfruttamento di chi è più debole e vulnerabile. In questo senso la giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie si pone come un momento che va oltre un semplice memoriale.

Sono già 25 anni che ogni anno una città a turno scandisce il lungo elenco di chi subisce la prepotenza e la cattiveria della criminalità organizzata. Non è da molto che questa giornata è stata istituita e riconosciuta ufficialmente, però è un gesto dovuto. E lo è non solo in onore delle tante vittime che nel corso dei decenni sono cadute nella lotta contro lo sciacallaggio mafioso, ma con una funzione educativa e una missione sociale. Il ruolo della giornata di oggi è portare consapevolezza di una delle più grandi e ingombranti piaghe a coloro che fortunatamente non vivono a contatto con i luoghi più colpiti e a coloro che sono innocenti fra gli innocenti. Il 21 marzo è un momento in cui la scuola si può e si deve dimostrare come l’opportunità di cambiamento e di rigenerazione della società.

Quest’anno probabilmente l’indifferenza o la non conoscenza di alcuni fenomeni è aumentata. Molti senza alcun dubbio sono ignari delle vicende che collegano la mafia e le sue articolazioni territoriali con l’emergenza sanitaria, ma ancora una volta sono esistite forme di barbaro sciacallaggio nei riguardi dei più deboli e questa volta di chi subisce la ricaduta economica del contagio.

L’impegno di Libera non è un valore aggiunto, deve per la nostra società rappresentare un punto importante per educare continuamente alla cultura della legalità. Si deve avere chiaro il ruolo della giustizia e della legalità fin dalle più piccole azioni, le più quotidiane e a volte le più banali. Sono proprio queste lo strumento per essere cambiamento e lotta alla criminalità più becera. È rispettando chi si ha intorno, curandosi delle situazioni difficili, apprezzando gli altri e non usandoli che si capisce quanto siano crude le atrocità del caporalato, quanto sia ingrato vendicare un torto sacrificando la vita di chi non c’entra nulla, quanto sia umiliante dover vivere praticando l’illegalità e la criminalità sulla pelle e con le risorse di qualcun altro.

E allora oggi davvero viviamo questo momento “ricordando e rivedendo le stelle” per richiamare col cuore chi ha perso la vita e riuscire a uscire sia dall’inferno dell’attualità - la pandemia - sia da quello dello sfruttamento, che si traduce in modi spesso più animaleschi di quanto lo siano i nostri cuccioli.

 

Alessandro Ritella