EDITORIALE: Buon compleanno ITALIA!

2 GIUGNO 2020
Siamo arrivati alla Festa della Repubblica, commemorazione che ogni anno unisce e divide il Paese. Si perché, anche davanti all'anniversario della nascita della Repubblica Italiana, riusciamo ancora a dividerci tra "Patrioti" e "Nazionalisti". Per non parlare di chi, ancora oggi, ci ripete ogni giorno "io non mi sento rappresentato da niente" o cose simili. Ma questi ultimi possiamo anche lasciarli perdere.

Soffermandoci sui primi due, credo si sia fatta troppa confusione negli anni, soprattutto nel nostro Paese. Essere Patrioti era un punto forte della sinistra fino a qualche decennio fa. Oggi, invece, davanti ad un crescente dilagare delle destre reazionarie e "nazionaliste", l'essere patrioti sembra essere passato di moda. Sembra che si abbia paura di definirsi in questo modo perché si pensa di venir etichettati in modo sbagliato.
Ma cosa significa essere "Patrioti" e cosa invece significa essere "Nazionalisti"?

Per la prima, non sembra essere così difficile dare una definizione. I Partigiani sono i Patrioti per eccellenza, e non lo dico io ma l'Enciclopedia Treccani! Essere patrioti significa semplicemente amare il proprio Paese, sentirsi parte di una comunità e lottare perché questa sia sempre difesa ma SENZA togliere nulla alle altre. Ed è proprio qui che nasce la grande differenza: se andiamo a vedere le definizioni sull'enciclopedia, infatti, sono molto simili. Differiscono solo per un concetto fondamentale, ovvero il fatto che il secondo dimostra attaccamento e "amore" per la propria nazione esaltando il valore di nazione e mettendola su un piano superiore rispetto alle altre. In sostanza, sostiene che il proprio Paese è migliore A PRIORI!

Ecco, oggi, nella giornata in cui si commemora la Festa della Repubblica, quello che potremmo definire il "Compleanno dell'Italia", credo sia doverosa una forte riflessione su questi due termini.
Noi di AltraVoce non ci vergogniamo a definirci orgogliosi e contenti di appartenere a questo Paese, a questa Nazione, alla sua Cultura MA ci teniamo a differenziarci da chi crede che tutto questo ci dia il diritto di definirci migliori degli altri!

Essere Patrioti, oggi come ieri, significa lottare per il proprio Paese ma anche essere fieri se il proprio Paese aiuta chi sta peggio. Significa essere orgogliosi della propria cultura ma allo stesso tempo essere pronti a conoscerne e accoglierne di nuove. Significa essere fieri della propria storia ma studiare in maniera approfondita anche quella degli altri, metterla sullo stesso piano e imparare cose nuove.

Ecco, davanti alla Pandemia che ci ha rinchiusi in casa per due mesi e che, ancora, ci fa avere un pochino di paura ad uscire di casa, credo sia fondamentale riflettere bene su quale sia il vero nemico che dobbiamo combattere e quale invece l'amico che dobbiamo difendere.
Siamo sicuri che lo straniero sia un nemico? 
Siamo sicuri che si è italiani solo se si nasce in Italia?
Siamo sicuri che l'Italia sia il Paese dei furbi?

Quando pensiamo all'Italia e la denigriamo noi per primi, non possiamo sperare che gli altri ci prendano sul serio ( cosa per altro NON vera perché in tutto il mondo nelle scuole si studia l'italiano, la storia dell'Italia, la letteratura italiana, etc ). 
Riflettiamo su questo. Per farci amare dagli altri, dobbiamo amarci noi stessi per primi. E questo vale sia per la vita di ognuno di noi che per il nostro Paese. 

Impariamo ad amare l'Italia per quello che è e liberiamoci da preconcetti mentali. Siamo tutti uguali e conoscere culture diverse non può che arricchirci!

BUON COMPLEANNO ITALIA!

Gabriele Cannone