EDITORIALE: 75 anni fa la Bomba Atomica!

Senza ombra di dubbio agosto è il mese delle ferie e l’impegno civile anche dei più attivi va un po’ in vacanza, ma ogni anno c’è un appuntamento troppo indimenticabile con la storia in questo inizio del mese che interpella la coscienza di tutti. Tra il 6 e il 9 agosto ricorre il 75º anniversario dalla distruzione di Hiroshima e Nagasaki con lo strumento della bomba atomica provocato dagli americani.

Fu una immane tragedia che diede la morte improvvisa a duecentomila persone. Iniziò tragicamente l’era atomica. Iniziò un periodo in cui l’uomo si è convinto che si dovesse sviluppare la capacità di distruggere ogni forma di vita su questa Terra per avere il predominio totale. Sembrò quasi logico eliminare totalmente i nemici, compresi gli “innocenti” che popolavano le città nemiche, lanciando contro di loro due bombe nucleari. E tuttora il potere rimane rappresentato ancora dalla supremazia militare e dall’innovazione militare. Basti pensare al fatto che siano decine di migliaia gli ordigni atomici e le armi chimiche in preparazione e già preparati per questi obiettivi.

E purtroppo ancora oggi quell’animale intelligente, che è l’uomo, non riesce a fondo a incanalare le sue doti verso la strategia diplomatica e la cooperazione e la solidarietà tra popoli. Purtroppo ancora adesso permea nelle menti di troppi governanti l’idea di adottare le migliori intelligenze per innovare le armi e stabilire la supremazia dello schiacciare e sottomettere.

Non voglio negare che dietro a quella brutale distrazione ci sia stato l’intervento di chi ha liberato l’Italia e l’Europa dal nazifascismo e da un ventennio di bestialità totale, però rimane il fatto che queste giornate devono simboleggiare per tutti l’impegno alla pace e alla cooperazione come uniche soluzioni non alternative allo sviluppo politico e democratico.

Queste giornate di inizio vacanze devono essere lo stimolo affinché si comprenda appieno la questione del disarmo, soprattutto quello atomico. É inaccettabile che il Paese con una delle Costituzioni più progressiste e democratiche fra quelle del secondo dopoguerra sia anch’esso impegnato in questo tema, nonostante la massiccia presenza di movimenti contro la guerra e la scelta antinucleare.

È un dovere di tutti ricordare i fatti storici piuttosto che con nostalgia, con senso di responsabilità e tenere fede alla memoria di chi ha perso la vita e dei valori per cui anche quelle vite sono state sacrificate.


Alessandro Ritella