EDITORIALE: 1 Maggio, non c'è niente da festeggiare!

La Festa dei Lavoratori nasce negli Stati Uniti come giornata per ricordare tutte le lotte per i diritti dei lavoratori, originariamente nate per la riduzione della giornata lavorativa. 

Sono passati circa 200 anni dall'istituzione di questa giornata e ci ritroviamo davanti ad una situazione al quanto agghiacciante: più di 1000 morti in un anno, circa il 10% il tasso di disoccupazione tra gli adulti e quasi il 30% tra i giovani e giovanissimi.
Chi lavora, invece, viene definito "fortunato". Si, fortunato di lavorare per 1, 2 o 3 Euro l'ora. Di lavorare per 2 Euro a consegna come rider, di lavorare in ospedale come medico o infermiere con l'obbligo di aprire la Partita Iva se no non possono lavorare. Costretti a lavorare con "contratti" di collaborazione senza diritti e senza nessun tipo di tutela: niente ferie, niente mutua, niente infortunio. Niente di niente.

Sono moltissimi i riders che si sono infortunati andando a consegnare cibo in bicicletta, per non parlare di quelli che sono morti.

Il tasso di lavoro in nero, in Italia, è impossibile da calcolare. Nelle campagne, nei cantieri, nel settore della ristorazione sono ancora moltissimi i lavoratori costretti a lavorare senza tutele e senza contratto. 

Pensiamo ancora una volta a tutto quello che ci circonda. Pensiamo ancora una volta a tutto quello che viviamo ogni giorno. Pensiamo ancora una volta alla realtà che viviamo e che vivono moltissime persone ogni giorno.
Chi lavora, quasi sempre, è sottopagato. Veramente la vita di una persona può valere 3 Euro l'ora? Veramente la vita di una persona può valere 5 Euro l'ora? Veramente la vita di una persona può valere 10 Euro l'ora lordi?
Chi può decidere quanto valiamo, quanto le nostre competenze e la nostra professionalità può valere? Il "mercato" ci dicono gli imprenditori. Ma chi è il mercato? Quello che vende i prodotti a prezzo ribassato? Quello che punta a pagare la mano d'opera il meno possibile per poter vendere i propri prodotti al prezzo più basso possibile? Quello che permette alle aziende di chiudere e andare a produrre all'estero per pagare ancora meno i lavoratori e mettere nei negozi i propri prodotti ad un prezzo ancora più basso?

Siamo davanti ad una situazione immorale e senza nessun tipo di certezza.
Non dobbiamo ritenerci fortunati quando un datore di lavoro ci assume. Non dobbiamo ritenerci fortunati quando qualcuno ci propone di lavorare per 2 o 3 euro l'ora. Non dobbiamo ritenerci fortunati quando ci chiedono di aprire la Partita Iva per salvare le persone nei Pronto Soccorsi.

Dobbiamo avere il coraggio, tutti, di dire BASTA! Fino a quando ci sarà 1 solo lavoratore che accetterà di offrire la propria forza lavoro per queste cifre, le aziende non faranno altro che abbassare ancora di più l'offerta.

La parola d'ordine, oggi come ieri, è BASTA! Per essere davvero liberi, come diciamo di essere da 75 anni, dobbiamo imparare a dire NO! 

NO allo sfruttamento, NO al lavoro in nero, NO alla cancellazione dei diritti dei lavoratori. NO al capitale sopra alle nostre vite. NO alla legge di mercato davanti all'umanità. NO al capitalismo sfrenato!

Gabriele Cannone