EARTH DAY: Se muoiono le api muoriamo noi!

Riscaldamento globale, i ghiacciai si stanno sciogliendo, gli orsi polari stanno letteralmente morendo di fame; le foreste, il nostro polmone, sono sempre più soggette ad incendi e stanno sempre più perdendo corpo causa deforestazione.

Tutti abbiamo sicuramente già sentito parlare di questi argomenti, o almeno dovremmo. Eppure, allo stato attuale, ben poco è stato fatto per migliorare questa situazione.

In questa giornata dedicata alla Terra, l’EARTH DAY, voglio però raccontare di un insetto molto prezioso per il nostro pianeta, e che per esso fa davvero molto ogni giorno: le api.

Le api hanno un ruolo importantissimo nel mantenimento della biodiversità e nella conservazione della natura. Attraverso l’impollinazione, riescono a garantire la presenza di diverse specie vegetali e ne salvaguardano la diversità.
È proprio grazie alle api se disponiamo di buona parte della frutta e verdura che mangiamo. Parlando di cifre, le api domestiche e selvatiche sono responsabili di circa il 70% dell’impollinazione di tutte le specie vegetali viventi sul pianeta e garantiscono circa il 35% della produzione globale di cibo.

Un terzo del nostro cibo è dipendente dall’impollinazione: solo in Europa, oltre 4.000 tipi di verdure.
Le api sono fortemente a rischio per via dei cambiamenti climatici e per l’enorme impatto dell’uomo sull’ambiente.

Domenica 20 maggio si celebrerà la giornata mondiale delle api, indetta dall’ONU per sottolineare l’importanza di questi insetti per il mantenimento della biodiversità.
L’uso di pesticidi in agricoltura e l’aumento dell’inquinamento, hanno causato una riduzione enorme nel numero di api nel mondo.

Le api non vanno salvaguardate solamente per la produzione del miele, ma è in gioco qualcosa di molto più grande.
Come disse il grande Einstein: “Quando spariranno le api, all’umanità resteranno quattro anni di vita”

Oggi è la giornata dedicata alla Terra, ma dobbiamo ricordarla tutti i giorni e prendercene cura; come le sue foreste respirano per noi, come le sue acque scorrono per alimentare la nostra sete e i suoi campi ospitano le colture che saziano la nostra insaziabile fame.



Elisa Nicoletti