DISABILITA': C'è una speranza - le Special Olympics

È ormai ufficiale: l’appuntamento invernale 2021 di Special Olympics, previsto per la fine di gennaio, è stato rimandato a dicembre dello stesso anno. Ciò significa che i prossimi giochi nazionali saranno quelli estivi, che si terranno a Torino. La città avrà, per la prima volta nella sua storia, l’onore e onere di ospitare questa rilevante manifestazione. Ciò avverrà, oltretutto, dopo l’interruzione causata dalla pandemia da Covid-19.

Noi tutti sappiamo bene quanto il 2020 sia stato e continui a essere un anno difficile sotto ogni punto di vista. La vita che avevamo in precedenza sembra ormai lontana e attendiamo il suo ritorno come se fosse un miraggio. Si pensa con preoccupazione all’economia, all’istruzione, alla socialità.

Tra le categorie più colpite, tuttavia, ci sono persone delle quali non si parla mai abbastanza: i disabili e in particolare coloro che sono affetti da disabilità intellettive. In un mondo nel quale, già prima dell’avvento della pandemia, il processo della loro reale inclusione nella società era ancora in itinere e si necessitava di grandi passi avanti, siamo giunti a una forte battuta di arresto. All’improvviso, bambini, giovani e adulti disabili si sono trovati di fronte all’impossibilità di avere un contatto umano al di fuori della propria famiglia, per poi doversi adattare alla mascherina e alle distanze di sicurezza. La loro quotidianità è stata rivoluzionata e hanno rinunciato a molte attività per loro fondamentali. Una di queste è sicuramente lo sport, che è essenziale non solo per il benessere fisico, ma anche per quello psicologico di ciascuno di noi.

Special Olympics Inc. dimostra appieno l’importanza dell’attività fisica, anche per quanto riguarda l’inclusione. Si tratta di un’associazione sportiva internazionale, fondata nel 1968 da Eunice Kennedy Shriver e rivolta alle persone con disabilità intellettiva. Ad oggi, l’associazione è riconosciuta dal Comitato Olimpico Internazionale e dal Comitato Paralimpico e organizza competizioni mondiali ed europee. Sono inoltre attive le varie organizzazioni locali e nazionali nei paesi che vi aderiscono.

Special Olympics Italia vede impegnate ogni anno le persone con disabilità intellettive della nostra nazione in un appuntamento invernale e uno estivo, senza contare le gare che si tengono a livello regionale. Si tratta di un evento importante, per gli atleti e non solo. Ogni volta la manifestazione coinvolge un ingente numero di associazioni, volontari, famiglie e contribuisce a sensibilizzare la cittadinanza ai temi della disabilità e dell’inclusione. Il luogo nel quale si tengono le competizioni, infatti, cambia spesso, in modo da raggiungere sempre nuove città e territori italiani nei quali far conoscere, anche a livello scolastico, la realtà di Special Olympics. Quest’ultima si propone di focalizzare finalmente l’attenzione sulle capacità e sulle doti degli atleti e non sulle loro eventuali mancanze, dimostrando che l’integrazione nella società non è solo possibile, ma necessaria, per l’arricchimento di tutti. Ciò che conta non sono solo le competizioni in sé, ma anche le cerimonie di apertura e di chiusura e le varie feste serali. Disabili e non, provenienti da tutta Italia, si incontrano dando vita a una comunità costruita sulla base della condivisione, dell’amicizia e dello sport. La tecnologia non può certamente sopperire a tutto questo; l’associazione ha infatti preferito posticipare le gare invernali rispetto alla possibilità di svolgerle online, come è avvenuto invece per i giochi estivi del 2020. Nell’attesa è importante non scoraggiarsi e guardare con positività ai giochi torinesi, che saranno ancora più coinvolgenti dopo tanti sacrifici.

Nella speranza di riuscire a reagire al meglio a questa pandemia, di poter tornare a dedicarci alle attività che amiamo e ad abbracciarci ancora più forte di prima, è bene ricordare il motto di Special Olympics, che può diventare un modo sano e corretto di affrontare la vita e il futuro: “Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze”.      

Carlotta Sanna