CORONAVIRUS: la generosità ci salverà

Stiamo vivendo un momento molto delicato, che non ci consente di fare i numeri che vogliamo, che sta portando una grande quantità di persone a stare male di salute, che ogni giorno riserva dei bollettini di guerra dalla Protezione Civile. Lo sappiamo dalla televisione, lo vediamo dalle nostre città, ma forse mai potevamo immaginare che ci sarebbe stata una reazione così solidale agli occhi della complessa situazione italiana. Tra i tanti suoni e rumori dei balconi negli ultimi giorni, si possono trovare non pochi cartelli appesi negli androni dei palazzi torinesi ragazzi che gratuitamente, con spontaneità e grande senso civico, si offrono per fare la spesa soprattutto per le persone più anziane e quelle più in difficoltà, evitando di metterle a rischio in quanto molto più deboli di difese immunitarie e più cagionevoli di salute.

AltraVoce ne ha ascoltati alcuni.

Abbiamo parlato con alcuni giovani coinquilini residenti in Barriera di Milano, di cui studenti di storia e antropologia e lavoratori come educatori alla Casa del Quartiere o al Cecchi Point.

Parlando, ci hanno raccontato che hanno scoperto dell’iniziativa leggendola sui social dall’esempio di alcune ragazze che si erano mosse a Torino, ma pure in Italia.

Sono giovani impegnati in organizzazioni studentesche o in associazioni attive nel sociale, spinti da un dovere civile e solidale nei confronti degli altri.

La crisi sanitaria chiarisce che l’unica reazione é essere il più possibile solidali e non egoisti specie in quartieri come il nostro, dove alla situazione attuale si aggiunge il dato multietnico molto consistente. Qui si inseriscono sicuramente tutti i problemi legati all’integrazione di chi banalmente non conosce nemmeno l’italiano. Supportare chi è in difficoltà con la spesa o con le pratiche burocratiche o a causa delle ricadute economiche dell’epidemia in questo particolare momento per noi è fare rete di comunità.
È con questo spirito che questi ragazzi hanno deciso di prendersi cura di chi ha più bisogno.

Abbiamo anche parlato con un portavoce del collettivo Super Tramp di Moncalieri, già impegnato nel sociale, ma che ha deciso per questo momento di emergenza sanitaria di dedicarsi interamente a iniziative solidali con il progetto “La solidarietà non va in quarantena”. Dal numero telefonico che hanno messo a disposizione per i contatti o tramite la pagina Facebook il componente più vicino alla persona che necessita va e fa la spesa per lui. Per la cittadinanza sono attivi nel territorio di Moncalieri e negli ambiti, quali migrazione e antifascismo, ed è un collettivo composto da giovani dalla prima superiore fino anche a ragazzi laureandi e giovani immigrati e lavoratori. Anche nel loro caso l’unico motore che li spinge è lo spirito di solidarietà, mettendo in atto una sorta di mutuo soccorso motivato dal non volere stare con le mani in mano e aiutare concretamente la comunità.

Ma le storie di solidarietà non sono finite qui: anche il Circolo Operaio Borgo San Paolo di Torino, fiero di essere radicato nel suo territorio, ci ha raccontato della decisione, nell'ambito delle iniziative di volontariato e operatività sociale, di intervenire nel mezzo dell’emergenza. 
Sono soprattutto giovani studenti e lavoratori che si stanno impegnando in questo momento motivati dal sentirsi accanto alle persone e non solo nelle parole. “In particolar modo questo momento è un tempo in cui si deve essere affianco alle persone. Siamo spinti dal fatto che siamo Comunisti. Se si devono difendere i lavoratori, gli anziani, i pensionati, noi ci siamo. Regolarmente nella nostra attività lo facciamo.

Menomale che ci sono esempi come questi di fronte a scene imbarazzanti di supermercati affollati a tutte le ore.
Esempi che riportano l’attenzione al dovere civico di ciascuno e alla coscienza nel rispetto di tutti.

Alessandro Ritella